MANGO: UTILE NETO DI 67 MILIONI, TRIPLICA IL PROFITTO PRE-PANDEMIA

L'azienda ha chiuso l'anno con la struttura finanziaria più solida dell'ultimo decennio: debito netto negativo per otto milioni di euro

 

Il fatturato cresce del 21,3% raggiungendo 2.234 milioni di euro e sfiora le cifre record del 2019

 

I ricavi del canale online rappresentano il 42% delle entrate totali, a seguito di una crescita del 23% per raggiungere 942 milioni di euro

 

L'EBITDA sale a 423 milioni rispetto ai 193 milioni del 2020, il valore più alto dal 2014

 

Mango scommette sullo sviluppo sostenibile e nel 2021 è diventata la prima azienda spagnola del settore a pubblicare la sua lista di fornitori Tier 1 e Tier 2

 

L'azienda ha chiuso l'esercizio con 226 aperture nette, con un totale di 2.447 punti vendita distribuiti in più di 110 mercati

 

Mango ha aumentato i suoi investimenti del 64% portandoli a 45 milioni di euro, concentrandosi principalmente sulla digitalizzazione e la rete di negozi

 

BARCELLONA, 10 MARZO 2022- Mango, uno dei più grandi gruppi di Europa nel settore della moda, chiude il 2021 con profitti al livello più alto in quasi un decennio e con una struttura finanziaria totalmente solida. La società ha chiuso l'esercizio con un utile netto di 67 milioni di euro, cifra che triplica i 21 milioni di euro raggiunti dalla società nell'esercizio 2019. Con questo risultato positivo, Mango chiude la parentesi del 2020, anno segnato dalla pandemia di Covid-19, e torna sulla strada della redditività.

 

Questo significativo miglioramento dei profitti è arrivato dopo aver raggiunto un fatturato di 2.234 milioni di euro, il 21,3% in più rispetto ai 1.842 milioni del 2020. Questa cifra è vicina alle vendite registrate nel 2019, quando l'azienda ha raggiunto il massimo storico di 2.374 milioni di euro a chiusura di esercizio.

 

Secondo il CEO di Mango, Toni Ruiz, "i risultati del 2021 dimostrano l'evoluzione positiva dell'azienda negli ultimi anni e sono il risultato del lavoro di tutto il team”. “Mango è ora in una posizione ottimale per affrontare il futuro rafforzando il valore del marchio e del prodotto, sempre al servizio dei clienti e muovendosi verso la sostenibilità e l'eccellenza operativa", ha aggiunto.

 

Nei primi quattro mesi dell'anno, l'evoluzione delle vendite è stata segnata dalle restrizioni derivanti dalla pandemia in alcuni dei mercati chiave dell'azienda come Francia, Germania e Regno Unito. Nel quarto trimestre dell'esercizio Mango ha superato le vendite del quarto trimestre del 2019, prima della pandemia.

 

Le vendite online sono cresciute del 23% raggiungendo 942 milioni di euro e la quota sul fatturato è rimasta al 42%. Nel 2021 Mango ha portato la sua attività online in nuovi mercati, come la Thailandia, raggiungendo un totale di 85 mercati con attività sul canale digitale.

 

Anche i negozi fisici hanno dato buoni risultati e, nonostante la chiusura media di 48 giorni nel 2021, le vendite sono migliorate del 21,4% rispetto al 2020. Secondo Toni Ruiz, "anche se Mango ha un'alta penetrazione del canale online nel suo business, è stata dimostrata la forza e l'importanza della nostra rete di negozi".

 

Per quanto riguarda la distribuzione del fatturato totale per area geografica, l'attività internazionale del Gruppo rappresenta il 79% del totale e il mercato spagnolo il 21%. Alla fine del 2021 Mango era presente in più di 110 mercati in tutto il mondo.

 

Per linee di business, Woman, dopo l'integrazione di Violeta, ha aumentato la sua quota raggiungendo l'82% mentre Man, Kids, Teen e Home hanno rappresentato il restante 18%. Particolarmente degna di nota è stata la performance di Kids, le cui vendite sono cresciute di quasi il 60% rispetto al 2019.

 

"L'anno 2021 è stato ancora una volta pieno di sfide e incertezze, ma abbiamo sfruttato la forza del marchio per rafforzare la nostra posizione sul mercato senza rinunciare ad aumentare la nostra redditività, come ci eravamo impegnati a fare" racconta Toni Ruiz.

 

L'EBITDA di Mango nel 2021 si è attestato a 423 milioni di euro, ben al di sopra delle previsioni iniziali. Questa cifra è pari a più del doppio del record del 2020, quando l'EBITDA aveva raggiunto di 193 milioni di euro. Si tratta della quota più alta registrata dalla società dal 2014, anche scontando l'effetto dell'IFRS-16.

 

L'utile al netto delle tasse della società è invece arrivato a 82 milioni di euro, correggendo la performance del 2020 e raddoppiando la cifra di 41 milioni di euro registrata nel 2019, prima della pandemia. Mango ha chiuso l'esercizio con un risultato netto di 67 milioni di euro, triplicando i 21 milioni di euro del 2019.

 

Il margine lordo dell'azienda è aumentato di 0,6 punti base rispetto al 2019, raggiungendo il 58,2%. Il miglioramento del margine è stato guidato dal maggior peso delle vendite a prezzo pieno e dalla riduzione degli sconti, e allo stesso tempo è stato condizionato dall'effetto sul conto economico dell'aumento dei costi di importazione e trasporto. L'impatto della crisi globale della catena di approvvigionamento si è concentrato nell'ultimo periodo dell'anno.

 

Mango ha raggiunto uno degli obiettivi che si era posto nel 2015: ridurre il debito netto a zero. L'azienda ha chiuso il 2021 con un debito negativo di otto milioni di euro, dopo aver raggiunto il suo obiettivo ed essendo riuscita a ridurre il suo debito di oltre 165 milioni di euro rispetto al 2020. Questa situazione non si presentava nel bilancio di Mango da più di un decennio.

 

Lo scorso dicembre Mango ha rimborsato all'Instituto de Crédito Oficial (ICO) 120 milioni della linea di credito aperta all'inizio della pandemia. Questo importo rappresenta il 50% dei 240 milioni richiesti nella primavera del 2020. Anche se la società non ha mai avuto bisogno di utilizzare queste risorse, per prudenza ne conserva una parte nel suo bilancio.

 

 

Investimenti e parco commerciale

 

Gli investimenti di Mango nel 2021 hanno raggiunto i 45 milioni di euro, con un aumento del 63,6% rispetto all'anno precedente. La maggior parte di queste risorse è stata destinata, da un lato, ad accelerare il processo di digitalizzazione dell'azienda e, dall'altro, a rinnovare i parco negozi per adattarli alla nuova immagine, in particolare la ristrutturazione del flagship store di Paseo de Gracia (Barcellona).

 

Mango continua a scommettere sui suoi negozi come punto di contatto privilegiato con i clienti e ha concluso il 2021 con 2.447 punti vendita distribuiti in oltre 110 mercati. Nell'ultimo esercizio la società ha registrato 226 aperture nette. La superficie totale di vendita dei negozi fisici è rimasta stabile a circa 794.700 metri quadrati. 

 

Alcune delle aperture più importanti dell'esercizio 2021 sono state i flagship store di Londra (Oxford Street), Düsseldorf e Berlino.

 

Durante il 2021 Mango ha anche accelerato la sua espansione negli Stati Uniti, uno dei mercati strategici dell'azienda, con l'apertura di quattro nuovi negozi nei centri commerciali Menlo Park e American Dream in New Jersey, nel centro commerciale Roosevelt Field a New York e nel centro commerciale Dadeland a Miami. Questo sviluppo ha rafforzato la presenza di Mango nel Paese, dove negli ultimi anni ha fortemente sviluppato la sua presenza online.

 

Mango sta attualmente analizzando l'impatto che la crisi in Ucraina e Russia avrà sul suo business nel 2022. L'azienda ha temporaneamente sospeso le attività in Russia, garantendo la massima copertura ai suoi dipendenti.

 

 

Progressi nell'impegno per la sostenibilità

 

Nel corso del 2021 Mango ha compiuto grandi sforzi in materia di sostenibilità e responsabilità sociale e ha continuato a progredire nel suo piano strategico in un'area chiave per l'azienda. Lo ha fatto soprattutto seguendo quattro filoni: l'uso di fibre sostenibili, la circolarità, le emissioni di CO2 e la trasparenza nella catena di approvvigionamento.

 

Nel suo impegno rispetto alla catena di valore e alla trasparenza, Mango ha pubblicato una nuova lista di fabbriche di produzione della sua catena di approvvigionamento globale. Oltre ad aggiornare la lista delle fabbriche Tier 1, Mango ha incluso per la prima volta la lista delle fabbriche Tier 2 relative ai processi produttivi, diventando la prima azienda spagnola nel settore della moda a rendere pubbliche entrambe le liste. Inoltre, si è posta l'obiettivo di pubblicare quest'anno anche la lista delle fabbriche di terzo livello (Tier 3) relative ai fornitori di materiali come tessuti e accessori.

 

Durante lo scorso esercizio l'80% dei capi commercializzati già incorporava la denominazione Committed, risultato che significa praticamente raddoppiare la quota di capi con caratteristiche sostenibili nella sua produzione totale. Gli articoli Committed sono quelli che contengono almeno il 30% di fibre più sostenibili e/o sono fabbricati utilizzando processi di produzione più sostenibili. L'azienda mira ad avere il 100% dei suoi capi etichettati Committed entro l’anno.

 

Per quanto riguarda l'economia circolare, nel 2021 Mango si è concentrata sull'attuazione di misure per ridurre la produzione di rifiuti associati alla sua produzione e gestirli in modo responsabile. Si è inoltre impegnata a smaltire in modo responsabile capi difettati e giacenze non più utilizzabili privilegiando il riutilizzo (vendita di seconda mano), per poi scommettere sul riciclaggio (upcycling o downcycling) e infine la distruzione per la cogenerazione di elettricità. A questo proposito, il programma di raccolta in negozio di capi usati Committed Box era già presente in 15 Paesi, 5 in più rispetto all'anno precedente, e ha raccolto 63 tonnellate di abiti, il 50% in più rispetto al 2020.

 

In linea con l'obiettivo “net zero” per il 2050, l'anno scorso Mango si è posta nuovi traguardi intermedi. In particolare, si è impegnata a ridurre le sue emissioni dirette dell'80%, così come quelle generate dall'energia consumata, Scope 1 e 2, entro il 2030. Mira anche a ridurre le emissioni nella sua catena di approvvigionamento, Scope 3, del 35% entro lo stesso anno.

 

 

 

Mango, uno dei principali gruppi di moda europei, è un'azienda globale che pone design e creatività al centro del suo modello e una strategia basata sull'innovazione costante, la ricerca della sostenibilità e un ecosistema completo di canali e partner. Fondata a Barcellona nel 1984, l'azienda ha chiuso il 2021 con un fatturato di 2.234 milioni di euro, con il 42% del business proveniente dal canale online e una presenza in oltre 110 mercati.

 

 

 

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